SARÒ PADRE! … SARÒ PADRE??

SARÒ PADRE! … SARÒ PADRE??

L’annuncio di una gravidanza è nella maggior parte dei casi fonte di grande gioia e, alla lieta notizia, il pensiero di chi circonda la coppia si rivolge quasi automaticamente verso la mamma. È lei al centro dell’attenzione: la sua felicità, la sua salute, le sue emozioni… Ma il papà cosa prova? Come si sente, come vive questo momento, quali sono i suoi sentimenti e i suoi pensieri? Proviamo perciò a riflettere su questo aspetto prendendo come riferimento il messaggio di Oscar (papà di tre meravigliosi maschietti) che condividiamo:

«Diventare padre è stata un’esperienza che ha trasformato radicalmente la mia vita, d’improvviso tutto è cambiato: le priorità, gli obiettivi, persino il mio modo di vedere il mondo. Ora, tutto ruota attorno a loro. La gioia che si prova quando si torna a casa, ritrovare i loro sorrisi pronti ad accoglierti, le loro grida di gioia: è indescrivibile. La loro risata contagiosa e l’amore incondizionato che mi dimostrano ogni giorno mi riempiono di felicità. Nel mio caso, diventare genitore per la seconda volta ha portato con sé nuove sfide. Essere genitori inesperti e alle prime armi può essere scoraggiante, ma ogni momento di incertezza è compensato da un senso di scoperta e crescita personale. Affrontare insieme al proprio partner le difficoltà, superare gli ostacoli e crescere insieme come famiglia è un viaggio meraviglioso, seppur talvolta impegnativo. Nonostante ciò, prendo tutto questo come fonte di ispirazione e di speranza per il futuro. Che tutti i sacrifici e perché no, anche gli errori, vengano ripagati, vedendoli realizzarsi. Essere un papà è dunque senza dubbio un onore, oltre che un privilegio. Ogni giorno è una nuova avventura, un’opportunità per imparare, crescere e amare ancora di più. E non vedo l’ora di continuare questo incredibile viaggio insieme, mano nella mano, con i miei piccoli grandi tesori al fianco».

Pur in un contesto felice come quello di Oscar, lo scoraggiamento e le difficoltà sono inevitabili, fanno parte della vita e del percorso di crescita personale e in questo cammino assumere il ruolo di genitore diventa una grande responsabilità.

Anche i futuri padri possono trovare grande sostegno nella Floriterapia. È importante occuparsi del cambiamento che sta per avvenire e che da subito mette la figura maschile un po’ in ombra, ed è altrettanto importante sostenerla tanto più che non è abituata a esternare pensieri profondi e preoccupazioni che vertono sulle responsabilità. Spesso ciò accade per pudore e per paura di essere considerati deboli. Capita quindi che ci si «dimentichi» del padre e dei suoi sentimenti. Lo si dà per scontato, le sue emozioni non vengono prese in considerazione, come se non esistessero o comunque non fossero importanti. È forse preoccupato per il futuro? Ha un lavoro stabile che lo fa stare sereno in questa nuova situazione? È ansioso e in apprensione per la salute della mamma e del nascituro? Quali pensieri affiorano alla sua mente? Si sente all’altezza del ruolo che lo aspetta? Quali sono le aspettative nei suoi confronti? Ecco alcune essenze che potrebbero riequilibrare questi pensieri:

Mimulus, Red Chestnut, Crowea, Elm, Larch.

Rimanendo nell’ambito di situazioni familiari serene in cui la gravidanza si svolge in un contesto felice ne elenchiamo altre come esempio.

GENTIAN per il dubbio e lo scoraggiamento, il pensiero negativo che può insinuarsi se le cose non vanno come ci si aspetta, se il percorso presenta difficoltà da superare.

LARCH per la fiducia nel futuro e nelle proprie capacità.

WALNUT per affrontare e adeguarsi al cambiamento.

MIMULUS per le paure ben definite.

HORNBEAM per la paura di non farcela, la stanchezza anticipata, «mi sento stanco al solo pensiero di tutto quello che mi aspetta».

CHESTNUT BUD per favorire l’apprendimento dall’esperienza acquisita quotidianamente.

WHITE CHESTNUT se i pensieri assillano e impediscono di riposare.

SCLERANTHUS se si è indecisi sulle scelte da effettuare

BLUEBELL per l’apertura del cuore e l’accoglienza gioiosa della nuova vita.

Le essenze floreali sono fondamentali e rappresentano un grande aiuto anche nelle situazioni più complicate e conflittuali riportando fiducia, equilibrio, chiarezza mentale e la lucidità necessaria per affrontarle e risolverle.

Vivere il meraviglioso dono di poter accompagnare una nuova Anima sulla Terra, il più serenamente possibile, sarà così ancora più gratificante.

“Il compito dei genitori è un servizio divino che va assunto con lo stesso impegno, se non maggiore, di ogni altra missione a cui si dovesse essere chiamati. Essendo un compito che richiede sacrificio, occorre tenere presente che non si deve mai esigere nulla in cambio dal figlio, poiché l’unico obiettivo è quello di dare, e dare amore, tenera protezione e appoggio, finché l’anima non prenderà sotto la sua guida la giovane personalità.”*

Nel percorso verso la paternità, molti uomini vivono emozioni complesse, spesso poco espresse ma profondamente sentite. La gioia per l’arrivo di un figlio può accompagnarsi a un senso di smarrimento, a paure, a una perdita di riferimenti interiori. È un momento di grande trasformazione, dove l’uomo si confronta con un’identità che cambia e con nuove responsabilità che possono spaventare. In questo passaggio così delicato, la floriterapia rappresenta un prezioso strumento di sostegno. Le essenze floreali aiutano l’uomo a contattare in modo più diretto e consapevole il proprio mondo emotivo, sostenendolo nell’integrare aspetti interiori che spesso, per cultura o educazione, restano in ombra. Il padre, oggi, è chiamato a essere presente fin dai primi momenti di vita del bambino: non solo in senso pratico, ma anche come figura affettiva ed emotivamente disponibile.

Molti papà provano ansia o inquietudine all’idea di non essere in grado di “fare bene”, o temono di non sapersi adattare alla nuova realtà. Alcune di queste paure sono molto concrete e specifiche: “E se non riuscissi a farlo addormentare?”, “Se non sapessi calmarlo quando piange?”, “E se perdessimo l’equilibrio di coppia?”… In altri casi, si tratta di ansie più sottili e persistenti, che mantengono l’uomo in uno stato di tensione emotiva costante, spesso difficile da nominare.  Mimulus, è particolarmente indicato per quelle paure definite e riconoscibili, legate a situazioni concrete e quotidiane: il timore di sbagliare, di non essere all’altezza, la paura per la salute del bambino, o di non saper rispondere ai suoi bisogni. Il fiore lavora sulla vulnerabilità che l’uomo avverte di fronte alla nuova realtà, restituendogli coraggio e fiducia. Aspen è utile per le paure indecifrabili, sottili, allontana il forte senso di disagio. Crowea, fiore australiano, agisce sul senso generale di inquietudine, è adatto quando l’ansia non è legata a una paura precisa, ma si manifesta come uno stato di irrequietezza interiore, difficoltà a rilassarsi, tensione muscolare, nervosismo diffuso. Ed è proprio per l’ansia anticipatoria l’aiuto di Crowea che permette di ritrovare centratura, calma e benessere emotivo, sostenendo l’uomo portando stabilità e serenità.

Uno degli aspetti più delicati, e spesso sottovalutati, della transizione alla paternità è il profondo cambiamento nelle relazioni. Con l’arrivo di un figlio, l’equilibrio della coppia inevitabilmente si modifica: ciò che prima era centrato sul dialogo, sull’intimità e sullo scambio reciproco, ora ruota attorno al neonato, con ritmi diversi, energie nuove, e un senso di priorità che si riorganizza. Quindi la cura del neonato spesso porta a una diminuzione del tempo dedicato alla coppia, con un calo dell’intimità e della vita sessuale. Molti padri possono sentirsi distanti dalla compagna, non per mancanza d’amore, ma per la fatica, la scarsità di tempo e l’attenzione continua che richiede il bambino. Spesso la comunicazione si riduce a ciò che è pratico e urgente. I momenti di complicità o di tenerezza diventano rari, e può nascere un senso di solitudine, di “invisibilità” o di frustrazione. Anche la sessualità subisce un rallentamento fisiologico, legato sia ai cambiamenti fisici e ormonali nella donna, sia al mutamento delle condizioni emotive e ambientali. Questi cambiamenti, se non riconosciuti e gestiti, possono generare incomprensioni, tensioni silenziose, e nei casi più difficili, un allontanamento affettivo. Fiori come Agrimony, e Bluebell, fiore australiano, possono rivelarsi utili strumenti per aiutare il padre ad aprirsi con autenticità, a non nascondere il proprio disagio dietro il silenzio o la maschera del “va tutto bene”, e a mantenere un contatto empatico con la partner, anche nei momenti di difficoltà.

Ma il cambiamento relazionale non riguarda solo la coppia. Anche il mondo esterno dell’uomo si trasforma radicalmente. I legami con gli amici, le frequentazioni abituali, gli spazi di socialità subiscono una brusca frenata. Ciò che prima era fonte di svago, di identità sociale, di leggerezza, ora viene messo da parte o vissuto con senso di colpa, come qualcosa che “non ci si può più permettere”. Eppure, questi spazi sono spesso fondamentali per il benessere psicologico per l’equilibrio sia personale dell’uomo e della coppia. Molti padri si sentono spesso come disallineati rispetto ai coetanei che non hanno figli, oppure percepiscono un distacco dagli amici di sempre, come se parlassero ormai lingue diverse. Altri vivono una vera e propria rinuncia, convinti che “non ci sia più spazio per sè stessi”. Eppure, per molti uomini, la perdita del tempo personale può trasformarsi in un peso che lentamente logora. In questi casi, il sostegno della floriterapia può aiutare l’uomo a trovare una nuova forma di equilibrio identitario, senza dover rinunciare del tutto ai propri bisogni. Walnut, aiuta ad adattarsi ai cambiamenti senza sentirsi invasi o sovrastati, Scleranthus, se si è indecisi tra il desiderio di restare fedeli alla propria libertà e il senso del dovere. Entrambi i fiori offrono un valido supporto per ritrovare una nuova centratura. Allo stesso modo, Five Corners, fiore australiano, può rafforzare la capacità di valorizzare se stessi anche in un’identità rinnovata: non più quella del “ragazzo libero” ma di un uomo che integra nella propria esistenza la dimensione affettiva, relazionale e genitoriale.

Il momento del parto rappresenta un passaggio cruciale e carico di tensione emotiva. La presenza attiva e consapevole del padre è fondamentale per sostenere la compagna e iniziare a costruire il legame con il neonato. Nei primi giorni, l’uomo può sentirsi sopraffatto dalla mole di cure, dalla stanchezza e dal cambiamento radicale del proprio quotidiano. Infatti un altro aspetto frequente è la stanchezza cronica, non solo fisica ma anche mentale, dovuta ai ritmi scombussolati, alle notti interrotte, alle richieste costanti del neonato. Hornbeam, è indicato per la fatica mentale del “dover fare” quando si sente di non avere più le forze, quella stanchezza che rende tutto più pesante. Macrocarpa, fiore australiano, agisce in profondità sulle riserve energetiche, aiutando a ritrovare vitalità e forza interiore nei momenti di esaurimento prolungato.

In questa fase si possono anche incontrare dubbi e scoraggiamenti: “Ce la farò?”, “Sono all’altezza di questo compito?”. Gentian, aiuta a superare i momenti di pensiero negativo e delusione, sostenendo la perseveranza e la fiducia nel cammino. Quando il carico di responsabilità diventa opprimente e si rischia di sentirsi sopraffatti, Elm, restituisce forza e sicurezza nel proprio ruolo.

Nel vortice delle nuove abitudini e della routine quotidiana, non è, raro che alcuni padri si sentano sempre “indietro”, come se commettessero continuamente gli stessi errori. In questi casi, può essere molto utile Chestnut Bud, fiore di Bach, che favorisce l’apprendimento dall’esperienza quotidiana, aiutando a integrare ciò che si vive per crescere con maggiore consapevolezza, senza ripetere meccanismi automatici.

Spesso la mente rimane attiva anche di notte, impedendo un vero riposo. White Chestnut, fiore di Bach, si rivela allora un grande alleato: calma i pensieri ricorrenti e ossessivi, permettendo al padre di “staccare” e recuperare energie anche sul piano mentale.

Il senso di colpa è un’altra emozione frequente, anche se difficilmente dichiarata. Alcuni padri si sentono in colpa per non riuscire a dare abbastanza, per non essere sempre presenti, o per provare emozioni “scomode”. In queste situazioni, Pine, può aiutare a lasciar andare il giudizio verso se stessi accogliendo le emozioni come parte del cammino.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la difficoltà che alcuni padri incontrano nell’esprimere le proprie emozioni o nel vivere pienamente la propria sensibilità. Educati a “stare composti”, a “non piangere”, a “essere forti”, molti uomini vivono la paternità in modo trattenuto, anche se interiormente profondamente toccante. Water Violet, aiuta a sciogliere il distacco e favorire il contatto autentico, e Bush Fuchsia, fiore australiano, facilita l’integrazione tra mente ed emozioni, migliorando la capacità di comunicare con empatia.

Infine, molti padri arrivano a questa fase portandosi dentro un modello paterno distante, rigido o silenzioso. Non avendo avuto un esempio da seguire, si trovano a dover inventare un nuovo modo di essere padre. Ed è proprio qui che il lavoro floriterapico può rivelarsi trasformativo: non solo come sostegno emotivo, ma come apertura a una nuova possibilità di relazione, più autentica, più vicina, più umana.

La floriterapia, quindi, non accompagna solo nel “superare le difficoltà”, ma offre l’opportunità in cui l’uomo può imparare a conoscersi meglio, a stare con le proprie emozioni, e a costruire un rapporto più profondo con se stesso, con il proprio bambino e con la compagna.

*Guarisci te stesso – Edward Bach

Autore: A cura di Team Scuola AFF per Rivista Gente Sana