Interconnessi e felici con la saggezza floreale

Il mondo dei bambini è un mondo fantastico, perché reagiscono in modo straordinario alle essenze floreali e a quello che la vita pone loro davanti.

A molti sarà successo di affrontare il fatidico momento di lasciare il ciuccio o di dover accompagnare il piccolo in un momento doloroso a livello fisico ed emozionale.

Qui riportiamo l’esperienza di un bambino di due anni che ha superato agevolmente le difficoltà ad abbandonare il ciuccio grazie al sostegno fornito dalle essenze floreali preparate dalla nonna.

Questa esperienza è significativa perché, anche se non gli sono stati somministrati rimedi tipologici, con la capacità di individuare bene la difficoltà e i sintomi emozionali che il bambino stava vivendo le essenze hanno agito come un laser sulla situazione.               

Il bimbo viveva la perdita del controllo perché ha dovuto far fronte a un’esperienza improvvisa e dolorosa, un nervosismo e un senso di vuoto che gli ha fatto perdere la centratura e la lucidità mentale. Con i rimedi appropriati tutto si è risolto abbastanza velocemente come del resto succede spesso anche con gli animali, che hanno molti meno filtri rispetto a noi.

Di seguito la testimonianza della nonna, Cinzia Tirelli.

Da anni collaboro con lo staff della Scuola AFF di Floriterapia. Vorrei farvi partecipi di un’esperienza con i rimedi floreali con il mio nipotino Damiano. Damiano è un bambino di due anni molto indipendente, affettuoso e vivace, a cui piace fare festa, sempre contento, che non ama le sorprese, gioca benissimo da solo in grande autonomia, non vuole essere disturbato, che vuol dire praticamente non «entrare» nei suoi spazi perché non ama l’intrusione nei suoi confini. Timido all’inizio poi quando si sente tranquillo si lascia andare. Naturalmente come tutti i bambini di due anni si arrabbia, è ribelle e fa i «capricci».

Avrete capito sicuramente i fiori tipologici di Damiano…, ma veniamo all’esperienza che vi voglio raccontare. Damiano fin da piccolissimo ha sempre assunto i rimedi floreali con piacere, direi con gioia perché appena vedeva la boccetta buttava via il ciuccio o smetteva di fare quello che faceva pronto ad assumere le «goccine». A tutt’oggi chiama l’acqua Bach con la ch dolce, così come chiama i rimedi.

Per una gengivite abbastanza dolorosa Damiano si è tolto il ciuccio da solo e questa cosa avvenuta così all’improvviso l’ha destabilizzato: sempre attaccato alla mamma, non dormiva, era nervosissimo, sembrava non sapere più cosa voleva, non sapeva più giocare da solo, prendeva una cosa poi la lasciava e passava a un’altra cosa e poi ricominciava con un’altra ancora. I fiori di Bach in quel momento non li voleva, dopo un paio di giorni stressanti per lui e per la mamma mi è venuto in mente che un allievo della Scuola AFF aveva presentato una tesi esperienziale molto interessante in cui aveva messo a confronto i fiori di Bach e i fiori australiani dalle caratteristiche vibrazionali simili e aveva riscontrato nei casi da lui studiati un effettivo potenziamento dei due rimedi se prescritti entrambi. Ho preparato così una boccetta con: Impatiens/Black Eyed Susan, Wild Oat/Jacaranda, Cherry Plum/Dog Rose of the Wild Forces, 2 gocce per ogni essenza, 4 gocce al bambino.

Damiano quel pomeriggio era a casa mia e gli ho chiesto se voleva i fiori di Bach e lui si è fermato, stava correndo è tornato verso di me e ha preso i fiori. Il giorno dopo mi ha chiamato mia figlia contenta chiedendomi che essenze miracolose gli avessi dato perché aveva dormito, era più sereno e sembrava aver ritrovato il suo buon umore.

Ho cresciuto i miei figli senza l’aiuto delle essenze floreali e questo per me è sempre fonte di rammarico ma ora, ogni volta che preparo i fiori e li do ai bambini, sono grata di poterli aiutare a superare le piccole e grandi esperienze che la vita porterà loro.

I rimedi sono un aiuto prezioso in famiglia perché riportano serenità nelle relazioni con i propri cari, perché aiutando una persona che sta passando un momento difficile, si aiutano contestualmente le persone vicine imparando a capire gli altri per come sono, persone diverse da noi perché hanno un altro modo di vivere le stesse nostre situazioni, di vivere le emozioni e di pensare e si impara ad accettare i difetti e le virtù proprie e degli altri senza nessun giudizio.

Nell’articolo si usano in un mix, sia i Fiori di Bach che le Australian Bush Flower Essences dalle stesse caratteristiche emozionali, mentre solitamente nel preparare i rimedi la scelta non cade su repertori diversi e neanche sulle essenze che si assomigliano come messaggi frequenziali ma da repertori differenti. In questo caso perciò possono sorgere spontaneamente delle domande: le essenze Australiane sono così diverse/simili dai fiori di Bach e perché sono stati usati assieme i rimedi?

Parlando delle differenze tra i repertori ve ne sono di conclamate, tra queste le diversità naturali/geografiche tra l’Europa e l’Australia, che fanno dei fiori australiani probabilmente i più incontaminati tra i vari repertori, oppure l’età delle terre, la vecchia Europa, la giovane Australia. Quando si parla dell’età delle terre non si deve intendere solo a livello territoriale ma anche dell’impronta che l’uomo ha lasciato su di esso, della cultura, del modo di sentire la natura  e di averne cura  negli anni. Anche la differenza di quando sono state scoperte le essenze è notevole, nel 1930 del secolo scorso i fiori di Bach, e negli anni ’90 i fiori scoperti da Ian White, mondi completamente diversi, pensieri diversi, tecnologie diversissime.

Anche il modo di classificare i rimedi è dissimile, in quelli di Bach oltre che per l’emozione  in disequilibrio il fiore viene consigliato anche per la tipologia della persona da trattare, la sua personalità, mentre i rimedi australiani trattano anche situazioni molto specifiche e per questo sono una grande risorsa, basti pensare a She Oak, Lichen, Mulla Mulla…che lavorano a livello emozionale ma anche rielaborando la connessione che esiste tra emozione e fisico riportando equilibro tra i sistemi interconnessi dell’uomo.

Ci sono ipotesi che affermano che i fiori di Bach trattano temi “vecchi”,  mentre quelli australiani temi più attuali, ma entrambi trattano delle emozioni le quali non possono “invecchiare” in realtà possono solo mutare  le condizioni/situazioni che le procurano non certo le emozioni, ed questo è uno dei motivi  per cui i due repertori si potenziano se presi assieme.

Quando le vibrazioni delle essenze equilibrano la stessa emozione riportando la “pace” in chi le ha assunte, cadono le differenze e rimane la sinergia dei rimedi, rimane solo la similitudine d’intenti, quindi più che parlare di differenze sarebbe più giusto parlare di somiglianze, trovare ciò che può essere un rafforzamento dei due fiori simili e non ciò che li allontana.

La sinergia così forte tra i fiori australiani e quelli di Bach quando lavorano assieme, per lo stesso scopo, sembra rafforzarne la frequenza vibrazionale amplificandola. Come se la loro diversità, venisse annullata dalla loro capacità di equilibrare in comunione tra di loro la stessa emozione.

A seconda del momento ogni persona potrà reagire in modo diverso assumendo i fiori australiani o quelli di Bach, infatti è molto soggettivo il percorso che le essenze compiono in ogni persona. Ci saranno momenti in cui i fiori di Bach risulteranno più utili rispetto ai Bush  e viceversa, l’importante è che il terapeuta sappia riconoscere qual e il momento che sta vivendo la persona ed il messaggio d’aiuto che porta. Bisognerebbe considerare inoltre che la floriterapia non è una scienza ma un percorso che la persona fa per sua scelta e che i risultati, il sentire, quello che percepisce nel proprio essere nella propria realtà è assolutamente diverso da individuo a individuo.

I rimedi usati nell’articolo “Interconnessi e felici con la saggezza floreale” della rubrica “Trova la tua essenza” sono Impatiens/Black eyed Susan, Wild Oat/Jacaranda, Cherry Plum/Dog rose of the Wild Forces.

“sempre attaccato alla mamma, non dormiva, era nervosissimo, (Impatiens/Black Eyed Susan) sembrava non sapere più cosa voleva, non sapeva più giocare da solo, (Cherry Plum/Dog rose of the Wild Forces)prendeva una cosa poi la lasciava e passava ad un’altra cosa e poi ricominciava con un’altra ancora (Wild Oat/Jacaranda)”. Partendo da questa descrizione si può arrivare al motivo della scelta dei fiori ed anche alla scelta di dare i due repertori. I rimedi quindi sono stati scelti in riferimento all’umore del bambino espresso in quel momento preciso, nervosismo, perdita del controllo, delle proprie emozioni e del proprio fare quotidiano ed anche frustrazione dovuta al bisogno di prendere il ciuccio per rilassarsi e di non poterlo fare per il male alla bocca. Analizziamo i due rimedi simili e le loro capacità sinergiche nell’aumentare la loro efficacia

Vediamoli in dettaglio:

Impatiens e Black Eyed Susan sono stati dati per il nervosismo mostrato dal bambino, il quale ha sentito che le gocce della nonna gli avrebbero fatto bene e non ha esitato a prenderle. Se si confrontano i due rimedi si vede subito che lavorano entrambi sull’agitazione dovuta all’incapacità di quietare il proprio animo. Impatiens, fiore di Bach è il fiore che riequilibra l’impazienza, quel modo di vivere in cui il “tempo” è al centro di tutto, si fatica ad attendere il proprio turno in una fila, ad aspettare una persona a lavorare con gli altri il proprio ritmo richiede velocità che se non si trova mette a disagio, porta ad essere nervosi, sopra le righe, ad essere agitati, irrequieti ed anche stanchi, si vive in fretta e spesso in solitudine, è il primo rimedio scoperto da Bach e si pensa che lo stesso Bach sia stato una tipologia Impatiens. Black Eyed Susan è secondo Ian White il rimedio urbano per i tipi “Speedy Gonzales”, persone intelligenti, sempre proiettate in avanti, sempre rivolte a quello che possono fare dopo o in quello che non possono fare in quel preciso momento, questa condizione li porta però a sentirsi frustrati, il rimedio dona la pace nel loro cuore. Lavorando assieme Impatiens e Balck Eyed Susan rinforzano le loro frequenze potenziando l’una la propria capacità rispetto all’altra ottenendo così una risposta più veloce e molto equilibrata. 

Cherry Plum e Dog Rose of the Wild Forces sono stati dati per la perdita del controllo del bambino e per non riuscire più a ritrovare un suo agire nella calma. Cherry Plum, fiore di Bach, è il rimedio per riequilibrare il caos mentale di cui si è in balia momentaneamente. Il non ritrovarsi nel proprio sentire nel vivere la propria quotidianità potrebbe dare un senso di sconforto e di impotenza oltre che agitazione. Per quanto l’equilibrio raggiunto da ogni individuo possa essere esile e precario sentirsi persi perché tutto sembra sfuggire al proprio controllo crea ansia. Cherry plum riporta la calma ed il bambino che non poteva più cullarsi e consolarsi con il suo ciuccio si è come scompensato provando molto disagio e ansia. Dog Rose of the Wild Forces è l’essenza australiana che porta lo  stesso messaggio così spiega Ian White “aiuta l’individuo a raggiungere il punto in cui può abbandonarsi serenamente arrendendosi semplicemente al corso delle cose e al volere di Dio”* L’essenza aiuta a mantenere il controllo quando le emozioni che si provano o che arrivano alla persona sono talmente forti da aver paura di perdere la padronanza di sé. E’ evidente che le due essenze lavorano sullo stesso tema “riportare in equilibrio le emozioni, i pensieri dirompenti”, ed è, come racconta l’esperienza che lavorando entrambe sinergicamente tra loro sulle “virtù” e sulle eventuali “mancanze” riescono a rafforzarsi e a riportare la pace ridonando il senso del sé e della capacità di poter agire senza paura e in equilibrio.

Wild Oat e Jacaranda sono stati dati per il sopraggiungere di dispersione, incostanza, volubilità e frustrazione mostrati dal bambino che non sapeva più concentrarsi e portare avanti nessun gioco. Wild Oat, fiore di Bach, è il rimedio del raggiungimento dell’obbiettivo, facilita la scelta della propria visione nel mondo, del percorso di vita, porta alla consapevolezza di quello che veramente si è venuti a fare in questa terra, il proprio compito spirituale. Quando si è perso l’equilibrio e non si riesce a contenere le proprie emozioni e l’ansia, l’agitazione, il nervosismo invadono la persona arriva la frustrazione, un senso di perdita, il non riuscire a sapere cosa fare e dove andare. Jacaranda, fiore australiano, in equilibrio porta sensazioni di “determinazione, lucidità, rapidità nel pensiero e focalizzazione su sé stessi.”*. Ian White  scrive “E’ interessante notare che Gafton, la città sulla costa settentrionale del Nuovo Galles del Sud che ospita il Jacaranda Festival, è un’area che gli aborigeni consideravano inadatta per essere abitata, perché l’energia era troppo dispersa. Gli alberi di Jacaranda che attualmente crescono in abbondanza nella zona, potrebbero aver contribuito a concentrare l’energia disseminata ”In sinergia con Wild Oat la virtù dell’uno viene amplificata dalla virtù dell’altro in modo che le due essenze si compensino e si potenzino aumentando così i benefici di equilibrio e di pace che avvolgono la persona.

Come somministrare i rimedi: Impatiens/Black Eyed Susan, Wild Oat/Jacaranda, Cherry Plum/Dog rose of the Wild Forces, 2 gocce per ogni essenza in 30 ml di acqua e 4 gocce al bambino. 

* Essenze floreali australiane- Bush Flower Essences per ritrovare serenità e benessere di Ian White ed Tecniche nuove

Autore: A cura di Team Scuola AFF per Gente Sana