La parola “rispetto” deriva dal latino “respicere” che, letteralmente, indica “guardare nuovamente”.
Termine originario poi evoluto nei significati successivi di: avere attenzione, avere cura, guardare attentamente, considerare.
Il momento che stiamo vivendo porterebbe ad ampliare la parola rispetto in: imparare ad avere cura e accettarsi, anche nei propri limiti.
Accogliere la nostra essenza e permetterle di fiorire, suggerirebbe la floriterapia.
È un invito a un viaggio interiore che consente, al seme che siamo, di germogliare e che facilita e favorisce, attraverso l’esempio, di esprimere la
propria unicità, a chi ci vive intorno.
Nell’uso comune sono entrate parole che sembrano evocare il rispetto ma possono risultare scivolose e fuorvianti perché rischiano di nutrire la parte
più valutativa di noi: autostima, ipervalutazione e svalutazione di sé.
Le prime due, gonfiano il proprio ego, alimentano il proprio ruolo sociale, la propria posizione, la ricerca di soddisfazioni esteriori.
La svalutazione di sé, invece, porta a un atteggiamento ipercritico, non costruttivo, invita a non osare, a non mettersi in gioco e induce, come
sottolineava E. Bach, a non scoprire la lezione da imparare sulla terra, la missione che siamo chiamati a svolgere per rendere la terra migliore di
quando siamo arrivati.
Questo tempo energetico, ci invita alla ricerca della risposta vitale che è il contattare la nostra anima. È il tempo per sentirsi parte di un Tutto che ci appartiene e quindi ci invita a vivere non solo per il proprio bene ma per un Bene più grande. Sentirsi parte di un Tutto.
La felicità cos’è? La salute cos’è?
Adoperarsi per aiutare i nostri simili.
Ascoltare i desideri della nostra anima, tema molto caro a E. Bach.
È dare spazio alla vita nella forma unica e irripetibile che siamo, scoprirla.
Questo avviene grazie a tutto ciò che crea spazio in sé: lettura, scrittura, natura, arte, amicizia, esercizio, amore, dolore, silenzio…per farsi un’anima vitale, cioè un’anima che prende per mano la vita e non si fa sottomettere dal proprio ego o da quello altrui.
Libera, forte, gioiosa, creativa!
In occasione di una recente intervista, rilasciata domenica 16 Novembre 2025 da Giovanni Allevi, che sta attraversando dal 2022 un’insidiosa
malattia, l’artista ha condensato in parole luminose il senso di quanto espresso.
Alla domanda, posta dall’intervistatrice: “Da dove prendi la forza?”, risponde: “Dagli eroi gentili che passano attraverso il dolore e la sofferenza ma sono riusciti a mantenere il sorriso. Diventano anime che
vibrano a delle frequenze superiori. Sono anime davvero sfavillanti che rappresentano l’autenticità in un mondo che, invece, insegue l’apparenza.
Anime splendenti ed esempio di vita autentica”.
Alcuni suggerimenti di essenze floreali che “illuminano l’anima”:
per non autosabotarsi, attingere alla propria saggezza interiore e vivere direzionati: Larch-Cerato-Wild Oat, sono indispensabili.
Per essere in ascolto della nostra Anima occorre fluire nella vita senza opporre resistenza e aprirsi al proprio cuore sostenuti da Rock Water e Bluebell.
In una verticalità che si nutre di infinito Lotus favorisce la spiritualtà in modo equilibrato; Angelsword e Green Spider Orchid offrono protezione, connessione e comunicazione con la parte più sacra.
La sequoia, Red Wood, ci fornisce protezione fisica e struttura per collegare il cielo e la terra in noi.