Il 16 luglio del 1896 nacque Nora Weeks, cara e fedele amica di Bach e sua indispensabile collaboratrice. Nora, la sua vita, la sua dedizione nel continuare a promuovere il pensiero di Bach ci hanno ispirato nel rivedere e ritradurre «The Medical Discoveries of Edwrad Bach, Physician» il libro da lei scritto nel 1940, unica biografia di Edward Bach. Senza questa preziosa testimonianza, non avremmo conosciuto Bach così profondamente: si tratta di un testo imprescindibile per chi desidera comprendere l’uomo e lo scienziato che, con intuito e sensibilità, arrivò a scoprire i rimedi floreali.
Bach in una lettera a proposito di Nora scrisse: * «Ella è una potente forza del bene, poiché è simile a una bambina, vede le cose dal punto di vista più semplice e puro». Inoltre la stimava profondamente anche come collaboratrice, ritenendola indispensabile: «… credo che l’articolo di Miss Weeks sia il più semplice e il più bello finora scritto».
Dalla morte di Edward Bach, Nora e Victor Bullen, (anch’egli collaboratore di Bach), portarono avanti con grande dedizione il suo pensiero e la sua opera, si occuparono di tutto ciò che riguardava i rimedi e promossero il pensiero di Bach in tutto il mondo.
Nora però fece questo rimanendo in disparte, con grande umiltà, e senza mai desiderare visibilità o riconoscimenti.
Dagli scritti di Bach sembra che, come fiore tipologico, Nora fosse una Water Violet. La descrizione che ci ha lasciato Bach dell’essenza:* «..Sono spesso persone intelligenti e piene di talento. La loro calma e la loro serenità sono una benedizione», ci aiuta a capire meglio la sua personalità. Se ci immaginiamo il periodo storico/culturale in cui visse Nora e la immaginiamo seguire Edward Bach, medico illustre conosciuto da tutta la comunità scientifica, quindi non un uomo «qualunque», non possiamo che omaggiare il suo coraggio, la sua indipendenza e l’assoluta integrità verso sé stessa. Se Bach promuoveva l’indipendenza non solo dalla società, dal pensiero comune ma anche da tutto ciò che condizionava l’individuo, compreso gli affetti famigliari, Nora con la sua vita ne fu un esempio. Inoltre, non bisogna dimenticare che, negli anni trenta del secolo scorso, l’Inghilterra era ancora segnata dalla rigida morale dell’epoca vittoriana. Il fatto che Nora seguisse un uomo sposato suscitò verosimilmente scandalo e diede adito a innumerevoli chiacchiere, certamente non benevole. Era una donna scientificamente preparata e aperta al nuovo, era fisioterapista e lavorava in uno studio di radiologia.
Gli studi di Bach sulle cause di malattia erano in controtendenza rispetto alla medicina «ufficiale». Ciò ebbe conseguenze economiche, ma questo non lo fece desistere. Quando Bach partì per Cromer, nella contea di Norfolk, e poi si stabilì a Mount Vernon non aveva più soldi, tutti i guadagni precedenti li aveva infatti spesi nel suo laboratorio di ricerca sui Nosodi a Londra. Inoltre i colleghi non lo capivano e rimase così isolato dalla comunità a cui fino ad allora era appartenuto. Bach abbandonò conoscenze e amici per una strada assolutamente sconosciuta e Nora senza esitazione lo seguì. Nora ebbe *«il coraggio di lasciare tutto per seguire un ideale in cui credeva, rischiando il tutto per tutto, perché non c’erano garanzie di riuscita, né di salario, né di sostegno economico e tanto meno di avere un tetto sulla testa. Anzi, c’erano moltissimi pareri contrari, molta incomprensione da parte dell’ambiente medico, molta resistenza».
Dobbiamo a lei, oltre alla biografia di Bach, il preparato del Rescue Remedy, la divulgazione dei testi di Bach, ed il libro «Bach Flower Remedies Illustrations And Preparations» scritto con Victor Bullen, dove Nora e Victor si fanno portavoce del pensiero di Bach descrivendo in dettaglio i rimedi sia a livello botanico sia vibrazionale, permettendo così, come voleva Bach, che le persone comuni potessero non solo curarsi ma prepararsi le tinture madri.
Per tradurre e rieditare la biografia di Bach ci siamo lanciati in una bellissima e appagante avventura, il libro «Nora Weeks racconta Edward Bach» è stato sviluppato come un viaggio che segue gli spostamenti in Inghilterra di Bach e Nora arricchito di foto, mappe e bellissime immagini.
Possiamo affermare con certezza che, senza il contributo e gli scritti di Nora Weeks, oggi Bach non sarebbe noto come lo conosciamo. Ancora una volta, si conferma il detto: «Dietro a un grande uomo, c’è sempre una grande donna». Grazie Nora
*Nora Weeks racconta Edward Bach, la testimonianza diretta del viaggio tra Inghilterra e Galles in cui Bach insegnò tutto a Nora sulla preparazione dei rimedi. Edizioni AFF e Macro
Approfondimento
Nora Weeks nacque il 16 luglio 1896, e morì il 29 luglio 1978. Possiamo immaginare che, nel corso della sua vita, abbia visto cambiare velocemente la società, il mondo che la circondava, i pensieri, i costumi, la tecnologia. Passò dall’arcaico fine Ottocento a tutti gli sconvolgimenti e mutamenti del Novecento. Eppure, in mezzo a tutti questi cambiamenti, per tutta la sua vita rimase fedele nel vegliare, custodire e promuovere il lavoro e il pensiero di Edward Bach.
Chi studia i fiori di Bach difficilmente incontra subito la figura di Nora Weeks: bisogna cercarla, andare oltre lo studio di superficie, un po’ più in profondità, per scoprire la sua persona e il suo operato. La sua storia, il suo scegliere di rimanere in disparte con umiltà, ci hanno ispirato nel riscrivere e ritradurre The Medical Discoveries of Edward Bach, Physician, il libro che lei stessa scrisse nel 1940 e che rappresenta l’unica biografia esistente di Edward Bach.
“Nora Weeks ci ha permesso di conoscere Edward Bach, di percepire come sin dai primi anni della sua vita sia emerso in lui in modo chiaro il grande desiderio di aiutare l’umanità e come questo sia stato il filo conduttore di tutta la sua vita, filo che non si è mai spezzato nonostante le difficoltà incontrate durante il percorso. Vogliamo accompagnarvi nel percorrere questo viaggio straordinario, che Bach ha saputo e voluto compiere, guidato dal suo saldo ideale di Aiuto all’Umanità intera e dalla sua fervida e profonda intuizione.“ (1)
Nel rieditare il lavoro di Nora, abbiamo scelto innanzitutto di ritradurre il testo. Per permettere alle parole di Bach di essere realmente autentiche e fedeli al suo pensiero, abbiamo optato per una traduzione parola per parola, soffermandoci su ogni frase, su ogni significato, con attenzione e rispetto.
“Si è trattato di un lavoro intenso e affascinante, tante volte ci siamo soffermati a rileggere le frasi espresse in lingua originale che con sorpresa ci rivelavano aspetti nuovi. Per trasmettere fedelmente il messaggio contenuto abbiamo svolto la traduzione nel modo più letterale possibile evitando qualsiasi interpretazione che potesse cambiarne il significato. Abbiamo quindi dato priorità al prezioso contenuto del testo piuttosto che a privilegiare un italiano fluente, elegante e moderno. La fedeltà al testo originale è stato un requisito imprescindibile e fondamentale in questo lavoro di traduzione.” (2)
Inoltre abbiamo scelto di offrire al lettore un’esperienza immersiva e profonda, per questo motivo abbiamo affiancato al testo un racconto per immagini e mappe sinottiche, così da evocare i luoghi realmente vissuti da Edward Bach, semplici colline, boschi e fiumi ma che sono carichi di significato e che riavvicinano il lettore al cammino percorso da Bach.
Le immagini dei fiori sono inedite, scattate in diversi contesti ma sempre con lo sguardo consapevole di chi li ha amati, studiati, vissuti. In fondo non si tratta solo di fotografie ma di un dialogo con la natura, con le erbe che sempre vitali sembrano restituire continuità al messaggio floreale di Bach.
Le mappe sinottiche accompagnano il lettore lungo tutto il percorso della ricerca sul territorio compiuta da Bach, mostrando quanto sia stato intenso e complesso il suo studio per individuare le erbe curative.
“La ricostruzione di ogni spostamento del dottor Bach è stata un’impresa ardua e temeraria. La mappa sinottica proposta all’inizio di questo testo pare quasi assumere le sembianze di una mappa radar che monitora lo stato dei cieli, sopra il Galles e le contee dell’Inghilterra centro meridionale; dal Sussex al Kent, dal Norfolk al Buckinghamshire, è tutto un susseguirsi di movimenti che rivelano la frenesia di una ricerca.” (3)
La copertina ci racconta una storia, una storia creativa e di affinità interiore una ricerca artistica ma anche di connessione con il sentire profondo di Nora e Bach, ”…, è stato un viaggio vero e proprio che Maria Möschberger, artista eclettica e allieva della scuola di floriterapia, ha vissuto con grande dedizione e passione.” (4)
“…in questo caso avevo chiesto a Nora e Bach di guidarmi. Da quel momento, è stato come averli accanto: mi parlavano a un orecchio interiore. Mi sono sentita spiegare molte cose. In questo racconto, nella massima semplicità, cerco di trascrivere il più fedelmente possibile quanto mi è arrivato, precisando però che si tratta esclusivamente della condivisione di mie sensazioni, nonché della mia esperienza.“ (5)
“Dopo avere ascoltato, rapiti, le parole dell’artista, Bach e Nora sembrano dirci: “Seguiteci! Quando leggete di noi, quello che conta è che entriate nel giardino. Non soffermatevi su quello che abbiamo fatto o su come l’abbiamo fatto, andate oltre. Seguiteci piuttosto nell’esperienza di vivere la Vita come un’avventura straordinaria perché in equilibrio con la Natura e con la guida dell’Anima.” (6)
Entriamo ora nel vivo del racconto della vita di Bach, con animo aperto, alla ricerca della sua grande umanità e delle esperienze che l’hanno portato a diventare l’umile servitore dell’umanità in cui tanto credeva.
Incipit del libro
”Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, un villaggio a circa tre miglia da Birmingham, nel Warwickshire. Era il primogenito di una famiglia con due figli maschi e una figlia femmina.
Di costituzione cagionevole, fu solo grazie alle molte cure profuse che superò i primi, difficili, anni di vita. Poi, crescendo, il suo stato di salute andò migliorando. Nella prima età giovanile, la determinazione e l’intensità dei suoi proponimenti erano eccezionali. Aveva una capacità di concentrazione tale per cui qualsiasi cosa lo interessasse lo assorbiva completamente e nulla poteva distrarlo o interferire con l’obiettivo che si era prefissato di raggiungere. Era pieno di vitalità e amore per l’avventura, bravo nei giochi e pronto a qualunque malestro. Grazie al sangue gallese che gli scorreva nelle vene, era altresì dotato di grande intuito e sensibilità.” (7)
Già medico presso University College Hospital, la malattia…
“…Comunque, per lui c’era molto da fare: era responsabile di oltre quattrocento posti letto per i feriti in guerra presso lo University College Hospital, portava avanti il suo lavoro di ricerca al dipartimento di batteriologia ed era Demonstrator and Assistant of Bacteriology alla Hospital Medical School dal 1915 al 1919.” (8)
”Lavorava incessantemente, senza concedersi riposo, finché, sentitosi molto male, svenne sul banco del laboratorio. La grande determinazione a non arrendersi ai suoi problemi di salute in un momento in cui c’era così tanto da fare e con tante persone bisognose del suo aiuto, lo sostenne per un certo periodo, ma nel luglio del 1917 fu colpito da una grave emorragia e perse i sensi. Fu ricoverato in un reparto dell’ospedale e allettato. Furono chiamati i parenti: le sue condizioni erano talmente gravi da necessitare di un intervento salvavita urgente; il chirurgo dubitava fortemente di essere arrivati in tempo. I genitori diedero il consenso. Edward Bach, che non aveva più ripreso conoscenza, fu operato a sua insaputa. Sopravvisse all’intervento ma la prognosi era molto seria e, quando le condizioni lo permisero, fu informato che il male, rimosso localmente, si sarebbe con tutta probabilità diffuso, che pochi si riprendevano definitivamente da tali malattie e che avrebbe avuto al massimo tre mesi di vita.” (9)
Scoperta dei primi due rimedi…
“…Il 1928 fu un anno memorabile: segnò l’inizio della nuova attività. Ogni momento che riusciva a carpire, in ambulatorio o in laboratorio, lo dedicava alla ricerca sulle piante e le erbe con cui sperava di poter sostituire i sette nosodi batterici. Tornava dalle giornate trascorse in campagna o al mare, o dopo qualche ora a Kew o nei parchi, carico di campioni che potenziava e testava, confrontando i risultati con quelli dei nosodi: nessuno di essi, però, lo soddisfaceva del tutto. Quello stesso anno, un giorno di fine settembre, avvertì l’impulso improvviso di recarsi in Galles. Lo seguì. Fu ricompensato dal ritrovamento di due bellissime piante – Impatiens di color malva pallido, e Mimulus, dai fiori di color giallo oro che crescevano in abbondanza nei pressi di un ruscello di montagna.” (10)
Assunzione dei rimedi…
“…Questi rimedi possono anche essere utilizzati, se lo si desidera, congiuntamente ad altri trattamenti e medicinali, in quanto ciò non toglie nulla ai loro effetti benefici; il metodo di prescrizione è così semplice che possono essere tenuti a casa e utilizzati da tutti, come avveniva e tuttora avviene, in alcuni luoghi, per i rimedi di Culpeper e altri erboristi del passato.” (11)
L’uomo Bach…
“… Aveva un carattere dalle molte sfaccettature: un’incredibile gentilezza e compassione, grande forza e determinazione, un idealismo comunque estremamente concreto, perdeva la pazienza con la stessa velocità con cui si acquietava e, come fu scritto di lui, era un uomo “che ispirava fiducia soprattutto quando le cose andavano storte”. Ma una sola parola descrive il vero Bach: naturalezza. In tutte le occasioni, ovunque e con chiunque fosse, era sempre e solo sé stesso. Non perdeva tempo a pensare al parere degli altri, perché aveva sempre davanti agli occhi un grande Esempio – quello del suo Maestro, Cristo, che riuniva in Sé tutte le qualità, la mascolinità, la gentilezza e la forza per affrontare la verità.” (12)
“Questo lavoro dedicato alla guarigione è stato fatto, pubblicato e dato senza vincoli, così che chiunque possa aiutare sé stesso, nella malattia o a mantenersi sano e forte.” (13)
Queste parole di Bach erano riferite al libro appena pubblicato nel 1936, “I 12 guaritori ed altri rimedi”, l’ultima sua opera, purtroppo il 27 novembre di quello stesso anno, Bach lasciò questo mondo. E queste parole così semplici e pragmatiche mostrano la scelta di Bach di rendere la sua cura accessibile a tutti, libera da ogni forma di limitazione, affinchè ogni persona potesse usufruire veramente della cura semplice delle “erbe mediche” da lui scoperte a servizio dell’umanità.
”…La sua vita illuminerà il cammino di tutti coloro che desiderano percorrere il fertile sentiero di Armonizzazione con i fiori di campo: la Herbal Medicine come l’ha definita lui. Dono della Natura alla portata di tutti.” (14)
Nella speranza di avere stimolato la vostra curiosità vi lasciamo con una frase di Bach in cui descrive i rimedi: “Essi sono in grado, come la bella musica, o qualsiasi cosa che gloriosamente elevandosi ci dia l’ispirazione, di innalzare la nostra vera natura, e portarci più vicini alla nostra anima; e tramite quell’azione autentica, recarci pace e alleviare le nostre sofferenze…” (15)
“In sintesi, conoscere i rimedi del dottor Bach alla luce della sua Vita e delle vicende che l’hanno caratterizzata, arricchisce in modo rilevante il valore e la portata delle sue scoperte.
I suoi pensieri assumono ora un significato differente e persino nuovo. Un significato che mira a restituire una dignità spesso sottratta e talvolta negata, al suo innovativo metodo di cura delle nostre emozioni. Un metodo che affida alla Natura ed alle sue erbe di campo, il senso ultimo della cura e della guarigione: il ritorno al Vero Sé, alla propria essenza…” (16)
(1-12) (14,16) – Nora Weeks racconta Edward Bach, la testimonianza diretta del viaggio tra Inghilterra e Galles in cui Bach insegnò tutto a Nora sulla preparazione dei rimedi. Edizioni AFF e Macro
(13) – Discorso fatto da Bach nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, il 24 settembre del 1936 a Wallingford, un comune situato nell’Oxfordshire.
(15) – Voi soffrite a causa vostra conferenza tenuta a Southport, febbraio 1931